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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Pandemia
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Una mwdapandemia (dal mwdqgreco antico πανδήμιος, mwdgpandḗmios, “di tutte le persone”, “pertinente al popolo”, “pubblico”)cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] è un'mwfwepidemia che si diffonde rapidamente estendendosi su vastissima scala, coinvolgendo gran parte della mwgapopolazione mondiale.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Tale situazione presuppone la mancanza di mwjqimmunizzazione dell'uomo nei confronti di un mwjgpatogeno altamente pericoloso. Nella storia umana si sono verificate numerose pandemie.

Contents

Note

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Definizione

La parola pandemia deriva dal greco mwkgpandḗmios, che significa "di tutta la popolazione": mwkwpán significa "tutti", mwladḗmios (da mwlqdḗmos, "popolo") significa "pertinente alla popolazione". Il termine "pandemia" in questa accezione fu utilizzato dagli scienziati europei a partire dalla fine del XVIII secolo.cite-ref-6[6] Pandemia è quindi un concetto utilizzato in età moderna per indicare l'esposizione dell'intera popolazione mondiale a una comune malattia.cite-ref-3-7-0[7]

Il termine si applicherebbe solo a malattie o condizioni patologiche contagiose. Di conseguenza, le patologie che colpiscono aree molto grandi o l'intero pianeta ma non possono essere trasmesse da persona a persona (per esempio il mwnwcancro) non sono da considerarsi pandemiche.

Secondo l'mwoqOrganizzazione mondiale della sanità, le condizioni affinché si possa verificare una vera e propria pandemia sono tre:

1. la comparsa di un mwpaagente patogeno nuovo, verso il quale non sono conosciute cure efficaci;
2. la capacità di tale agente di colpire gli esseri umani;
3. la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagiocite-ref-8[8].

Vi sono state diverse critiche a questa definizione, essendo venuta a mancare la specifica di gravità, pertanto anche virus con bassissimi indici di conseguenze gravi possono essere inclusi nella definizione di pandemia.cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

Nel maggio 2009 il dott. Keiji Fukuda, vicedirettore generale mwtgad interim del settore mwtwQualità, sicurezza e ambiente dell'OMS ha affermato che «mwuaUn modo semplice di pensare alla pandemia è dire: [...] una pandemia è un focolaio globale. Significa che vediamo sia la diffusione dell'agente infettivo [...] che le attività della malattia, oltre alla diffusione del virus».cite-ref-11[11]

Gli esperti riconoscono che dichiarare una pandemia possa essere politicamente gravoso perché può scuotere i mercati, portare a restrizioni più drastiche per i viaggi e il commercio, e stigmatizzare le persone provenienti dalle prime regioni colpite, ma al contempo può stimolare i paesi a prepararsi all'eventuale arrivo del virus.cite-ref-2-12-0[12]

Il dottor mwwwAnthony Fauci, direttore del mwxaNational Institute of Allergy and Infectious Diseases degli mwxqStati Uniti, ha dichiarato all'inizio di febbraio 2020 che tuttora non esiste una definizione scientifica e definitiva di ciò che costituisce una pandemia.cite-ref-3-7-1[7]

In generale, secondo quanto dichiarato da Anthony Fauci, l'OMS evita di dichiarare "pandemie" le situazioni di salute pubblica che non sono mwywpandemie influenzali.cite-ref-3-7-2[7] La mwaapandemia di COVID-19 è, secondo le dichiarazioni dell'OMS, la prima pandemia di una malattia causata da un mwaqcoronavirus.cite-ref-13[13]

Pandemia influenzale: le classificazioni dell'OMS

L'OMS ha utilizzato una classificazione in 6 stadi che descriveva il processo mediante il quale un nuovo mwdwvirus influenzale procede dalle prime infezioni iniziali nell'uomo arrivando ad una pandemia. Questo processo inizia con un virus che infetta principalmente gli animali (periodo inter-pandemico), seguito da alcuni casi in cui gli animali infettano le persone, quindi passa attraverso la fase in cui il virus inizia a diffondersi direttamente tra le persone (periodo di allerta pandemica) e termina con una pandemia quando le infezioni del nuovo virus si sono diffuse in tutto il mondo (pandemia).

In previsione di una futura possibile pandemia influenzale, nel 1999 l'OMS ha pubblicato un documento guida sulla preparazione alle pandemie, aggiornato nel 2005 e nel febbraio 2009, che definiva le fasi e le azioni appropriate per ogni fase, in un promemoria intitolato "mweqDescrizioni delle fasi della pandemia dell'OMS e principali azioni per fase".cite-ref-0-14-0[14] La revisione del febbraio 2009 comprendeva le definizioni di pandemia e le fasi che portano alla sua dichiarazione;cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] tutte le versioni di questo documento si riferivano all'influenza. Le fasi erano definite in base alla diffusione della malattia; virulenza e letalità non erano prese in considerazione nella definizione dell'OMS, sebbene in passato lo fossero state.

Le fasi possono essere così definite:

| Periodo interpandemico | Fase 1 | Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Un virus che ha causato influenza in qualcuno può essere presente negli animali. Se presente negli animali, il rischio di contagio per gli umani è considerato basso. |
|---|---|---|
| Periodo interpandemico | Fase 2 | Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Tuttavia, un sottotipo di virus presente negli animali potrebbe essere potenzialmente pericoloso in caso di salto di specie . |
| Periodo di allerta | Fase 3 | Infezioni di esseri umani con un nuovo sottotipo di virus, ma nessuna diffusione fra umani stessi, o al massimo soltanto rare istanze causate da stretto contatto. |
| Periodo di allerta | Fase 4 | Limitata trasmissione tra umano e umano ma la diffusione è altamente localizzata, il che suggerisce che il virus non è ancora adattato agli esseri umani. |
| Periodo di allerta | Fase 5 | Trasmissione da umano a umano ancora localizzata ma più semplice, il che suggerisce che il virus si sta adattando agli esseri umani, ma potrebbe non essere ancora pienamente trasmissibile (rischio sostanziale di pandemia). |
| Periodo pandemico | Fase 6 | Pandemia: trasmissione aumentata e continua fra la popolazione. |

La guida del 2009 è stata revisionata nel 2013 con la guida "mwogGestione del rischio di influenza pandemica: guida intermedia dell'OMS".cite-ref-1-17-0[17]

Queste due guide sono state sostituite ed aggiornate dalla "mwqaGuida alla gestione del rischio di influenza pandemica" del maggio 2017, che pone come principali aggiornamenti l'allineamento alle altre politiche delle mwqqNazioni Unite per la gestione delle crisi e delle emergenze, e l'inclusione dello sviluppo significativo, degli ultimi anni, delle strategie vaccinali durante l'inizio di una pandemia.cite-ref-0-14-1[14]cite-ref-1-17-1[17]

Nel febbraio 2020, il portavoce dell'OMS Tarik Jasarevic ha affermato che «mwtanon esiste una categoria ufficiale» di pandemia: «mwtqL'OMS non utilizza il vecchio sistema di 6 fasi con cui alcune persone potrebbero avere avuto familiarità per il caso dell'mwtgH1N1 del 2009».cite-ref-18[18]

Pandemie nella storia

La maggior parte dei virus che hanno causato pandemie sono zoonotici, ovvero originati da un contagio interspecie; due esempi tipici sono l'mwvqinfluenza e la mwvgtubercolosi. Fra le pandemie più catastrofiche si possono annoverare:

• mwwqFebbre tifoide durante la mwwgguerra del Peloponneso, 430 a.C. La febbre tifoide uccise un quarto delle truppe di mwwwAtene ed un quarto della popolazione, nel giro di quattro anni. Questa malattia fiaccò la resistenza di Atene, ma la grande virulenza della malattia ha impedito un'ulteriore espansione, in quanto uccideva i suoi ospiti così velocemente da impedire la dispersione del bacillo. La causa esatta di questa epidemia non fu mai conosciuta.cite-ref-19[19] Nel gennaio 2006 alcuni ricercatori della Università di Atene hanno ritrovato, nei denti provenienti da una fossa comune sotto la città, presenza di tracce del batterio.
• mwyqPeste antonina, 165-180. Una pandemia presumibilmente di mwygvaiolo, portata dalle truppe di ritorno dalla guerra contro i mwywParti nelle province del mwzaVicino Oriente, uccise almeno cinque milioni di persone.cite-ref-20[20] Fra il mw0q251 e il mw0g266 si ebbe il picco di una seconda pandemia dello stesso virus, il cosiddetto "Morbo di Cipriano", dal nome del vescovo di Cartagine che ne scrisse; pare che a mw0wRoma e nelle città greche in quel periodo morissero mw1a5 000 persone al giorno.cite-ref-21[21] Si stimano tra i 5 e i 30 milioni di morti.

• mw3qMorbo di Giustiniano, a partire dal 541; fu la prima pandemia nota di mw3gpeste bubbonica. Partendo dall'mw3wEgitto giunse fino a mw4aCostantinopoli; secondo lo storico mw4qbizantino mw4gProcopio, morì quasi la metà degli abitanti della città, a un ritmo di mw4w10 000 vittime al giorno. La pandemia si estese nei territori circostanti, uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del mw5aMar Mediterraneo occidentale. I morti sono stimati tra i 50 e i 100 milioni.
• La mw5gPeste nera, a partire dal 1300. Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, la peste bubbonica fece il suo ritorno dall'mw5wAsia in mw6aEuropa. Nel mw6q1346 fu portata in Europa orientale dai mw6gTartari che assediavano la mw6wcolonia genovese di mw7aCaffa (l'odierna mw7qFeodosia), e successivamente in mw7gSicilia dai mercanti italiani provenienti dalla mw7wCrimea, diffondendosi in tutta mw8aEuropa e uccidendo venti milioni di persone in sei anni (un terzo della popolazione totale del continente). Il ricercatore italo-americano Alexander F. More ha dimostrato con dati epidemiologici, glaciochimici e storici che i cinque anni della Peste Nera, con mortalità dal 40 al 60%, causarono una tale crisi economica che l'inquinamento dell'aria causato dal piombo raggiunse il minimo degli ultimi duemila anni.cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]cite-ref-25[25] Questo fenomeno si è ripetuto in maniera parziale durante l'epidemia di COVID-19.cite-ref-26[26] Occorsero due secoli perché la popolazione europea raggiungesse nuovamente la numerosità precedente la pandemia.cite-ref-27[27]

• Il mwaqstifo, chiamato anche "febbre da accampamento" o "febbre navale" perché tendeva a diffondersi con maggiore rapidità in situazioni di guerra o in ambienti come navi e prigioni. Emerso già ai tempi delle mwaqwCrociate, colpì per la prima volta l'Europa nel mwaq01489, in mwaq4Spagna. Durante i combattimenti a mwaq8Granada, gli eserciti cristiani persero mwara3 000 uomini in battaglia e mware20 000 per l'epidemia. Sempre per via del tifo, nel mwari1528 i francesi persero mwarm18 000 uomini in mwarqItalia; altre mwaru30 000 persone caddero nel mwary1542 durante i combattimenti nei mwarcBalcani. La mwarggrande armée di mwarkNapoleone fu decimata dal tifo in mwaroRussia nel 1811. Il tifo fu anche la causa di morte per moltissimi reclusi dei mwarscampi di concentramento mwarwnazisti durante la mwar0seconda guerra mondiale.

• 1816-1826: precedentemente confinata all'mwasiIndia, la malattia si diffuse dal mwasmBengala fino alla mwasqCina e al mwasuMar Caspio;
• 1829-1851: toccò l'mwascEuropa (mwasgLondra nel mwask1832), mwasoCanada, e mwassStati Uniti (costa del mwaswPacifico);
• 1852-1860: principalmente diffusa in mwas4Russia, fece più di un milione di morti;
• 1863-1875: diffusa principalmente in mwataEuropa e mwateAfrica;
• 1899-1923: ebbe poco effetto sull'Europa grazie anche ai progressi nella salute pubblica; la Russia ne fu di nuovo colpita duramente;
• 1960-1966: l'epidemia chiamata mwatqEl Tor colpì l'mwatuIndonesia, raggiunse il mwatyBangladesh nel mwatc1963, l'mwatgIndia nel mwatk1964, e l'mwatoUnione Sovietica nel mwats1966.


• L'mwauainfluenza spagnola, 1918-1920. Iniziò nell'agosto del 1918 in tre diversi luoghi: mwaueBrest, in mwauiFrancia; mwaumBoston, nel mwauqMassachusetts; mwauuFreetown, in mwauySierra Leone. Venne chiamata "spagnola" anche se non ebbe origine in mwaucSpagna in quanto gli organi d'informazione spagnoli furono inizialmente gli unici a parlarne, non essendo sottoposti alla censura causata dalla mwaugprima guerra mondiale, in corso negli stessi anni, a cui la Spagna non aveva preso parte. Si trattava di un ceppo di influenza particolarmente violenta e letale. La malattia si diffuse in tutto il mondo, uccidendo 50 milioni di persone. Terminò dopo 18 mesi e 3 ondate.
• L'mwauoinfluenza asiatica, 1957-1960. Rilevata per la prima volta in mwausCina nel febbraio del mwauw1957, raggiunse in seguito l’Europa e gli Stati Uniti. Fece in tutto il mondo circa 2 milioni di morti.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] Il virus che la causava era l’H2N2.
• L'mwavyinfluenza russa del 1977. È iniziato nel nord della mwavcCina e nell'mwavgUnione Sovietica.cite-ref-02-30-0[30]cite-ref-22-31-0[31] Circa mwawe700 000 persone sono morte in tutto il mondo.cite-ref-6-32-0[32] È causato da un ceppo del virus mwawyH1N1 che somigliava molto a un ceppo circolante in tutto il mondo negli anni cinquanta e molti ricercatori ritengono che il virus sia stato trasmesso al grande pubblico in un incidente di laboratorio.cite-ref-32-33-0[33]cite-ref-4-34-0[34]cite-ref-82-35-0[35]
• L'mwaxqinfluenza di Hong Kong, 1968-1969. Il ceppo virale H3N2, emerso a mwaxuHong Kong nel mwaxy1968, raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti dove fece mwaxc34 000 vittime. Fece in tutto il mondo circa 2 milioni di morti in occidente ed un numero non definito in Cina ed Unione Sovietica. Un virus H3N2 è ancora oggi in circolazione.
• L'mwaxkinfluenza A H1N1, 2009-2010. Detta anche "mwaxoinfluenza suina" perché trasmessa da questo animale all'uomo. Il suo focolaio iniziale ha avuto luogo in Messico, estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 Paesi. In Europa e Paesi limitrofi, al 31 agosto 2009 i casi accertati erano mwaxs46 016 e le morti accertate 104. Nel resto del mondo i casi di morte accertati furono mwaxw2 910cite-ref-36[36]. Al 6 agosto 2010, quando l'OMS dichiarò ufficialmente la fine della pandemia, i casi confermati in tutto in mondo erano mwaye1 632 710cite-ref-37[37] e i decessi mwayy18 449cite-ref-38[38].

• La pandemia mwaywda AIDS, dal 1981, causata dal virus mway0HIV. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i Paesi del mondo. Nel mway41996 è stata messa a punto una terapia farmacologica che ne blocca il decorso, ma non elimina il virus dai corpi degli individui; grazie a tale cura la malattia può essere resa cronica e raramente diventa letale (nel mondo sviluppato), ma continua il suo contagio, legato a fattori comportamentali. Al 2020, vengono registrati circa 75 milioni di casi e circa 35 milioni di morti.
• La mwazapandemia di COVID-19, dal 2019 al 2023. Il COVID-19 è un morbo che si manifesta sia in maniera asintomatica sia con sintomi che colpiscono il sistema polmonare e quello vascolare, causato dal coronavirus mwazeSARS-CoV-2, diffusasi rapidamente in tutto il mondo nel 2020.cite-ref-39[39] È la prima epidemia ad essere dichiarata pandemia dall'OMS dopo la pubblicazione delle linee guida del 2009. Al 29 giugno 2022 sono stati registrati oltre 545 milioni di casi e 6,33 milioni di morti secondo l'OMS.cite-ref-40[40]cite-ref-41[41]

L'incontro fra gli esploratori europei e le popolazioni indigene di altre zone del mondo spesso fu causa di epidemie e pandemie violentissime. Il mwaz8vaiolo uccise metà della popolazione di mwaaaHispaniola nel mwaae1518, e seminò il terrore in mwaaiMessico intorno al mwaam1520, uccidendo mwaaq150 000 persone (incluso l'imperatore) solo a mwaauTenochtitlán; lo stesso morbo colpì violentemente il mwaayPerù nel mwaacdecennio successivo. Il mwaagmorbillo fece altri due milioni di vittime tra i nativi messicani nel mwaakXVII secolo. Ancora fra il mwaao1848 e il mwaas1849, circa un terzo della popolazione nativa delle isole mwaawHawaii morì di morbillo, mwaa0pertosse e mwaa4influenza.

Moltissime sono anche le epidemie di cui restano testimonianze storiche ma delle quali è impossibile identificare l'mwabaeziologia, in quanto venivano chiamate genericamente mwabepestilenze a causa delle limitate conoscenze scientifiche. Un esempio è quello della cosiddetta mwabimalattia del sudore che colpì l'Inghilterra nel mwabmXVI secolo; più temuto della stessa peste bubbonica, questa malattia aveva un decorso esiziale molto rapido.

Piano pandemico dell'OMS

Il 20 maggio 2025, durante la 78a Assemblea Mondiale della Sanità (WHA78) presso la sede europea delle mwabyNazioni Unite a mwabcGinevra, è stato approvato, senza voti contrari, il Piano Pandemico Internazionale dell'mwabgOMS.

Il documento, originato dalla mwabopandemia da COVID-19 è il frutto di tre anni di trattative. Al voto si sono astenuti 11 Paesi, tra cui: Italia, Russia, Iran, Singapore, Romania e Bulgaria.cite-ref-42[42]

Note

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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